Seconda lettera dalla matematica

scritto da Fringuello
Scritto 8 giorni fa • Pubblicato 7 giorni fa • Revisionato 7 giorni fa
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Ogni tanto Fringuello va in quel mondo incantato
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Testo: Seconda lettera dalla matematica
di Fringuello

 

 

         Seconda lettera dalla matematica

 

Da poco con colpevole ritardo ho visto il film “L’uomo che vide l’infinito”.

E’ la storia dell’indiano ( dell’India, mi tocca sempre precisare) Srinivasa Ramanujan , un vero genio, ai livelli di Newton, almeno per la matematica.

A Cambridge , al Trinity College, nel 1913 insegnava il professor Hardy, il massimo matematico del tempo, nel giardino del campus stava ancora l’albero di mele, dal quale ne cadde una in testa ad Isaac Newton, che stava dormicchiando la sotto e risvegliato dalla melata in testa, ebbe l’idea della forza di gravità.

Un giorno Hardy riceve una lettera dall’India, allora colonia inglese.

Chi scrive è Ramanujan, la lettera contiene una cospicua quantità di teoremi matematici e congetture sulla teoria dei numeri soprattutto, nuovi ed originali per non dire geniali, ma si diciamolo, chiaramente opera di un genio.

Ma facciamo una digressione, la matematica indiana è la più antica del mondo, colpevolmente ignorata nei libri di storia della matematica invariabilmente eurocentrici.

I risultati della matematica indiana si perdono nella notte dei tempi e poi già prima dell’anno 1000D.C. arrivavano alle soglie di quella che sarebbe stata la matematica di Leibniz e di Newton, cioè il calcolo differenziale, per chi ha avuto modo di sbatterci la testa, integrali, derivate, serie numeriche tendenti all’infinito e altre cosette spacca cranio, che ebbero però il merito di consentire la nascita della fisica moderna, fornendogli strumenti operativi per i suoi calcoli.

Facendo un calcolo al ribasso come se fossimo al mercato, la matematica se si fosse avvalsa delle conquiste indiane sarebbe arrivata alle attuali conoscenze, due secoli prima almeno.

Un motivo c’è del perché i loro risultati vennero ignorati, i testi erano in sanscrito scrittura ostica e appartenente ad una “razza”inferiore che per gli europei non valeva la pena di conoscere.

Andando alla bubbola centrale dei testi di storia, i numeri arabi, che arabi non sono, provengono dal’India, attraverso la Persia e da qui agli arabi.

E le novità non si limitano alla numerazione decimale, lo zero era prima di allora sconosciuto, come la notazione posizionale, gli algoritmi semplici per le operazioni anche della sola aritmetica delle elementari, per farla breve, tralasciando gli altri notevoli contributi, dopo fummo in grado di scrivere numeri piccoli o grandi a discrezione. Aggiungo solo, la odiata trigonometria, con i suoi seni , coseni etc…

E chiudiamola qui anche se ci sarebbe molto di più da dire.

Torniamo a Ramanujan, Il professor Hardy, riconosce la eccezionalità del lavoro del nostro.

Lo invita a Cambridge, dove lavorerà fianco a fianco con Hardy a sfornare teoremi matematici in quantità per ben sette, anni, poi… non spoilererò il film, per rispetto verso chi lo guarderà.

Ma due citazioni le voglio fare, si dice nel film che la matematica non è vera matematica se non rispecchia il pensiero di Dio e anche, che la matematica esiste al di fuori di noi indipendentemente da noi come un mondo platonico e che non inventiamo i teoremi e le verità, esse esistono già , il matematico le scopre, è come un esploratore in un mondo quasi tutto da scoprire.

Un saluto dal paese della matematica.

Sempre vostro Fringuello.

 

 

 

 

 

 

Seconda lettera dalla matematica testo di Fringuello
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